Manolo Blahnìk in Milano – The Art of Shoes

Hi Clairelys!

E’ passato veramente troppo tempo dall’ultima volta in cui ho aggiornato il blog. Chi mi segue anche sui social lo sa, ho trascorso alcuni mesi di primo “assestamento” universitario, che hanno incluso una  impegnativa sessione invernale di esami. Fortunatamente sono riuscita a finire tutto con un po’ di anticipo e ho una pausa prima dell’inizio del secondo semestre di lezioni.

Sto utilizzando questo mese di Febbraio principalmente per viaggiare e per riprendere in mano le passioni che (ahimè) avevo lasciato da parte durante il primo semestre, blog incluso.

Con il post di oggi, infatti, desidero parlarvi della meravigliosa mostra che ho visitato nei giorni scorsi a Palazzo Morando, museo della moda e del costume di Milano. Già da qualche tempo avevo questa esperienza sulla wishlist ;) e devo dire che è stata totalmente all’altezza delle mie aspettative.

L’esposizione consisteva in una retrospettiva dedicata a un grandissimo stilista di scarpe, Manolo Blahnìk. Sono entrata in contatto con le creazioni di questo stilista per la prima volta ad 11 anni, ed è sempre stato uno dei miei preferiti. Sono rimasta molto colpita anche dalla sua biografia: di madre spagnola e padre polacco, ha cambiato molte facoltà universitarie prima di iscriversi all’accademia d’arte e trovare finalmente la sua strada, dispiegando tutto il suo genio e dando inizio ad una grande carriera. Nonostante abbia aperto il primo negozio nel 1973 a Londra, è sempre stato estremamente legato all’Italia: infatti, fin dall’inizio ha prodotto le sue calzature nell’interland milanese. Citato in innumerevoli libri e serie tv (come la famosissima Sex And The City), ha inoltre realizzato le calzature per il film del 2006 Marie Antoinette, e l’anno successivo è stato insignito del titolo di baronetto dalla Regina d’Inghilterra, per l’importantissimo contributo alla Fashion Industry inglese.

Le sue calzature sono una sintesi tra ricerca del bello, una sapiente perfezione artigianale e la ricercatezza di stoffe e decorazioni. Proprio le decorazioni e i motivi stupefacenti, infatti, sono la sua firma, come il floreale Marimekko. Ogni scarpa diventa così un pezzo unico, una vera e propria opera d’arte, creata dall’assemblaggio anche di 67 pezzi diversi in atelier.

Nella splendida cornice di Palazzo Morando, nel cuore del quadrilatero della moda milanese, sono esposti fino al 9 aprile tutti i suoi pezzi più cult, dagli albori del suo brand fino ad oggi. La mostra farà in seguito tappa all’Hermitage di San Pietroburgo, a Praga, a Madrid e in Canada. Le sale sono organizzate secondo una divisione tematica che accosta calzature di diverse annate, mettendo in risalto l’organicità e l’unità fondamentali di uno stile inconfondibile, che sottende ogni sua collezione. Un importante accento è posto sulla grande influenza che l’arte e la cultura italiana hanno avuto sulle sue creazioni; osservando una Manolo Blahnìk si possono ritrovare contaminazioni provenienti dal cinema di Visconti, dal Gattopardo, dai periodi barocco e greco romano, dal mare della Sicilia.

Se passate da Milano, magari per la Fashion Week, questa mostra a mio parere una tappa obbligata. Inaspettata, non scontata, riporta al grande pubblico la concezione di moda di un vero gentleman quale Blahnìk: tutta la sua produzione trasuda amore per il bello ed attenzione verso le creazioni stesse, rendendole eterne, e verso le persone che in ultimo le indosseranno.

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Elementi della collezione Gala e per il film Maria Antonietta

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Galleria cinese e calzature di ispirazione etnica:

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Manolo Blahnik, in un’intervista rilasciata alla CNN visibile all’interno della mostra, enumera quelli che sono stati i suoi mantra, nella vita, nel lavoro e nel fashion:

  1. “Always look impeccable” ( “cerca sempre di essere impeccabile”)
  2. “Always check everything twice” (“controlla sempre tutto due volte”)
  3. “Remember to have fun” (“ricordati di divertirti, goditi anche il viaggio”)
  4. “Be curious” (“siate curiosi”)
  5. “Keep going, also if you make mistakes, learn from them” (“continuate ad andare avanti, anche se fate sbagli, imparate dagli errori)
  6. “Be true to your style” (“siate fedeli e coerenti con il vostro stile”)

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Un piccolo atelier con i 67 pezzi da assemblare per creare una calzatura. 

- All photos by Me -

Exposition cured by Cristina Carrillo de Albornoz, organized by Arthemisia Group

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