Christian Dior – Designer of Dreams

Hi Clairelyns!

Eccomi tornata sul blog dopo una lunghissima assenza, per condividere con voi una delle esperienze che più mi hanno emozionata durante le mie peregrinazioni estive. In Agosto ho passato una settimana a Parigi, la città che in assoluto preferisco. Da fashion victim quale sono non potevo assolutamente perdere l’occasione di visitare una mostra che ha riscosso successo e recensioni positive dai visitatori di tutto il mondo: “Christian Dior – Lo stilista dei sogni” (ndr “Christian Dior – Coutourier du reve”).

All’interno del Museo delle arti decorative, a pochi passi dal Louvre, infatti, si tiene fino al 5 Gennaio 2018 la più grande retrospettiva sulle creazioni dello stilista Christian Dior, per celebrare i 70 anni della leggendaria maison francese ed il lancio di una nuova edizione del profumo “Miss Dior”. L’esposizione invita i visitatori non solo ad ammirare gli abiti e gli accessori che hanno segnato la storia di Dior, ma anche ad immergersi a 360 gradi nello spirito  e nella vita del suo fondatore, comprendendo il panorama artistico e culturale in cui monsieur Christian aveva formato la sua vena creativa, che nella moda incanalava suggestioni da ogni ambito artistico.

Una selezione di più di 300 vestiti di alta moda, fotografie, mobili, opere d’arte, raccolti in base all’anno di produzione o secondo un criterio tematico su 3000 metri quadrati, lasciano a chi visita la mostra un’idea precisa dello stile intramontabile e dell’allure di Dior. Ciò che più colpisce nella mostra è che si possa osservare una chiara idea di fondo, un filo rosso che salta agli occhi e che rende organica tutta la produzione Dior, riuscendo a rendere sorprendentemente attuali e indossabili anche abiti del 1950.

Creazioni che dal 1947 guardano al passato, alla vera eleganza parigina, alla femminilità e all’armonia, ma che risultano (senza nessuna forzatura od ostentazione) rivoluzionarie fin dal boom del New Look, introdotto da Christian Dior nel 1947. Il Tailleur Bar in shantung dalle nuove e azzardate linee, presentato nella sua prima collezione, restituiva alle donne il gusto per la leggerezza e l’arte di piacere dopo il grigiore e la gravità della guerra, finita soltanto due anni prima. La leggenda Dior ha scritto successivamente altri grandi capitoli con i vari direttori artistici che si sono avvicendati alla guida della maison, quali Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Raf Simons, John Galliano e Maria Grazia Chiuri, a cui sono dedicati ampi spazi della mostra. Degna di nota è sicuramente l’ultima sala espositiva, che mira a provocare una sorta di sindrome di Stendhal: una riproduzione della sala degli specchi della reggia di Versailles ospita gli abiti più lussuosi e preziosi della maison, indossati da donne famose; queste autentiche opere d’arte, realizzate a mano come tutti i vestiti Dior, sono disposte su palchi e torri, valorizzati in tutto il loro luccichio di chiffon, sete, ricami, perle, pietre preziose da suggestivi giochi di luce.

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Here I am again, writing on the blog after a long absence. Today I’d like to share with you one of the experiences that this summer made me fall head over heels in love. In August I spent a week in Paris, my favourite city of all times, and being a true fashion victim I couldn’t lose the exceptional chance of visiting “Christian Dior – Designer of dreams”, an exhibition held in the museum of Decorative Arts, which opened on July, 5th and has already met a huge success with visitors from all around the world.

“Designer of Dreams” is the biggest Dior retrospective ever staged, and the first in France in 30 years, which aims at celebrating the 70th birthday of Maison Dior and also at advertising the commercial launch of the renewed Miss Dior fragrance. The exhibition is much more than just fashion, and takes the visitor inside the inner world of the brand founder himself, Christian Dior. The layout is both chronological and thematic, offering up the story of the man, his house, and fashion within the broader context of art and culture.

A selection of more than 300 haute couture dresses, photographs, artworks, pieces of furniture displayed in a space of 32000 square feet in all, convey to the visitor a precise idea of the timeless Dior style and allure. What struck me the most about the exhibition is that there is a cristal clear fil rouge that joins together all the collections since 1947 until now; they have an inner coherence between each other, which makes perfectly weareable even items from the ’50s or ’60s.

“Christian Dior never set out to be a revolutionary. He wanted to be retrograde. He was looking to the more distant past, when Paris was the center of good taste, in order to restore beauty, femininity, and harmony after the World War II”. This aim was perfectly reached by the famous Tailleur Bar made of shantung, styled in the first Dior collection. The Maison Dior Legend has seen new impressive chapters thanks to many art directors that took the lead after the founder: Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Raf Simons, John Galliano and Maria Grazia Chiuri, whose creations are displayed in the exhibition.

Last but not least, at the end of your tour you’ll be affected by a sort of Stendhal syndrome, which is caused by the last exhibition room: a towering installation of embroidered and sequined gowns worn by famous women sits under an elaborate light projection that replicates the Hall of Mirrors in Versailles! A worthy Grand Finale for such an outstanding, glamorous and unique experience.

 

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“Colorama” 

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Dior style shot by great photographers:

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Many cover stories in Dior 

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The legendary frangrance renewed: Miss Dior 

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Blooming of flowers in Dior Garden 

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One dress per year (1947-2017)

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The historical Tailleur Bar – The New Look

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Styled by Maria Grazia Chiuri

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Styled by Marc Bohan

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Styled by John Galliano

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The importance of ateliers and artcraft

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Dior Ball – The Grand Finale

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Photo credits:
Maison Dior
Getty Images
Photos by me  

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